Tarsu, tares, tari...ma cosa e quanto pagheremo? Crudele: abbiamo deciso di mantenere la Tarsu

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Il Sindaco Francesco Crudele"TARSU, TARES, TARI, TUC, TUL. Latinismi? Antichi scioglilingua? Chi più ne ha, più ne metta (e ne aggiunga) ai tanti significati attribuiti a questi acronimi. La tematica non è facilmente esponibile, o forse si: si tratta indubbiamente di "soldini". Ognuna di quelle "T", poste come prime consonanti, stanno infatti per "tassa" o "tributo".
Di queste tasse se ne sta discutendo molto a livello nazionale, specie perché alcune stanno per esser sostituite da altre, e l'Italia è nel caos: nel caos dell'incomprensione, prima ancora che in quello economico.
La TARSU (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) sta infatti per essere sostituita dalla TARES (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi). La prima si basa sostanzialmente sullo stabilire l'importo da saldare a seconda della superficie delle abitazioni; la seconda ha, oltre questo, altri parametri di cui tener conto, come ad esempio, la produzione media di rifiuti del cittadino. Premesso ciò, è comprensibile il perché se ne stia

discutendo così tanto: ogni nucleo famigliare cerca di farsi due conti in tasca, e magari per qualcuno conviene più l'una che l'altra. C'è comunque poco da fare, la TARSU verrà, come da decreto, sostituita dalla TARES. Tuttavia, per quei comuni che non siano riusciti entro i termini temporali previsti, ad "attrezzarsi" per la fatidica "conversione", arriva la legge 28 ottobre 2013, numero 124: in parole povere, una proroga per la TARSU.
Quest'ultimo è il caso del Comune di Capurso: la TARES non ci riguarderà (a quanto pare neanche successivamente, dato che per il 2014 prenderà il suo posto la "TU...TUC", "TUL......" ...insomma, un'ulteriore imposta). Più che un atto di "soccorso" in realtà, pare che, nel comune di Capurso, quella di mantere la TARSU sia stata una scelta ben ragionata. Il sindaco, Francesco Crudele rassicura, tramite social network, i suoi cittadini: "abbiamo scelto di mantenere la Tarsu che ci permette di NON AUMENTARE le tariffe", ed è sicuramente quest'ultimo il vero fattore d'interesse della cittadinanza, piuttosto che quello di essere "ai tempi nazionali con le imposte".
Il vociferare a riguardo è d'obbligo in paese (com'è giusto che sia), e c'è chi prende negativamente questa scelta poiché si tramuterebbe in "occasione sprecata, da parte del Comune, di poter equamente suddividere i costi tra la cittadinanza".
Si potranno comunque avere ulteriori informazioni e conferme in data 29 novembre 2013, (data non ancora ufficiale) in occasione del prossimo consiglio comunale."

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 25 Novembre 2013 10:23 )