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Contributi a fondo perduto: domanda entro il 15 gennaio 2021. Come presentarla

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decretoristori-bisAl via i contributi a fondo perduto previsti dai decreti "Ristori" e "Ristori bis". Con il provvedimento n. 358844 del 20 novembre 2020 l'Agenzia delle Entrate ha, infatti, previsto la definizione del contenuto informativo, delle modalità e dei termini di presentazione dell'istanza per il riconoscimento dei contributi a fondo perduto previsti dai decreti "Ristori" e "Ristori bis" per i contribuenti che non avevano presentato l'istanza al precedente contributo previsto dal decreto "Rilancio".
Per chi aveva già presentato la domanda prevista dal decreto "Rilancio" l'accredito delle somme sul conto corrente avviene in maniera automatica.
Chi sono i soggetti beneficiari
L'art. 1 del DL n. 137 del 2020 (Decreto Ristori) e l'art. 2 del DL n. 149 del 2020 (Decreto Ristori bis) hanno previsto l'erogazione di un contributo a fondo perduto per i titolari di partita IVA che esercitano come attività prevalente una di quelle rientranti rispettivamente nei codici Ateco elencati nella tabella dell'allegato 1 del Decreto Ristori o nella tabella dell'allegato 2 del Decreto Ristori bis, per sostenere le attività economiche colpite dall'emergenza "Covid-19".
Quanto al contributo del Decreto Ristori-bis, spetta esclusivamente ai soggetti con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, le regioni "rosse", individuate con ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell'art. 3 del DPCM del 3 novembre 2020 e dell'art. 30 del citato DL n. 149 del 2020.
In ogni caso non possono beneficiare del contributo i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell'istanza ovvero abbiano attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Novembre 2020 09:09 ) Leggi tutto...
 

Domanda reddito di emergenza, istruzioni INPS: chi deve inviarla per novembre e dicembre

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redditodiemergenzaCon il messaggio n. 4247 del 12 novembre 2020, l'INPS illustra chi deve inviarla per novembre e dicembre, dopo le novità introdotte dal decreto Ristori.
Il REM è stato prorogato dal decreto Ristori per ulteriori due mensilità.
Il riconoscimento del beneficio sarà automatico per i nuclei già beneficiari, mentre si riapre il canale per fare domanda per i neo-ammessi.
La scadenza per richiedere il reddito di emergenza è fissata al 30 novembre 2020, e il messaggio INPS fa il punto sui requisiti da considerare per l'invio della domanda.
A partire dal 10 novembre 2020 si può fare domanda per le due mensilità aggiuntive del reddito di emergenza, che verrà riconosciuto anche a novembre e dicembre.
A prevedere un'ulteriore proroga del REM è stato il primo decreto Ristori n. 137 del 28 ottobre 2020.
L'adeguamento della procedura di invio della domanda ha richiesto alcuni giorni di attesa. Ora, come comunicato dall'INPS, è possibile inoltrare le nuove istanze per l'accesso al beneficio. Le istruzioni su beneficiari e requisiti sono contenute nel messaggio n. 4247 del 12 novembre 2020.
L'invio della domanda per il reddito di emergenza non è necessario per chi ha già richiesto la nuova mensilità del REM prevista dal decreto legge n. 104/2020.
Potranno presentare la nuova domanda esclusivamente:

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 16 Novembre 2020 08:14 ) Leggi tutto...
 

Decreto Ristori bis, i nuovi aiuti per negozi e attività. Aiuti a fondo perduto per commercianti, artigiani, partite Iva

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decreto-ristori-bis-contributiArriva il Decreto Ristori bis per soccorrere le attività e categorie bloccate dai nuovi lockdown delle zone rosse e arancioni. Il nuovo decreto prevede aiuti a fondo perduto per commercianti, artigiani, partite Iva e professionisti, ma anche contributi specifici per le famiglie, a partire dal ritorno del bonus baby sitter, che nelle zone rosse può arrivare fino a mille euro. Nel complesso si tratta di nuovi interventi per 2,5 miliardi di euro, secondo il testo del Decreto Ristori bis approvato nella notte.
A quanto ammontano i nuovi aiuti
A partire da bar e pasticcerie: l'indennizzo del primo decreto Ristori viene aumentato dal 150% al 200% di quanto preso col dl Rilancio.
Inoltre torna il bonus baby sitter (fino a mille euro nelle zone rosse) e vengono rifinanziati i congedi parentali se i figli sono in didattica a distanza.
L'importo del beneficio varierà in funzione del settore di attività dell'esercizio.
Inviati, intanto, dall'Agenzia delle Entrate 211 mila bonifici del primo dl Ristori: sono stati distribuiti fondi, sottolineano ancora dal Ministero dell'Economia, per quasi 1 miliardo di euro in meno di dieci giorni.
Pagamenti rinviati e tasse sospese: credito d'imposta per gli affitti, Imu rinviata

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 09 Novembre 2020 08:22 ) Leggi tutto...
 

Il Decreto Ristori è in vigore: ecco gli aiuti per le partite Iva in base ai codici Ateco

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barchiusiSono entrate in vigore giovedi 29 ottobre le norme del decreto Ristori.
Il provvedimento è stato infatti pubblicato in una edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale che è stata diffusa di notte e stabilisce, attraverso i codici Ateco, le 53 categorie che otterranno i nuovi contributi a fondo perduto previsti dal decreto ristori.
Rispetto agli aiuti previsti con un primo decreto a favore della categorie sono previsti dei moltiplicatori che arrivano al 400% per le discoteche.
Entrano anche Taxi e Ncc che avranno un indennizzo al 100% di quanto già ricevuto con la prima edizione dei ristori del decreto Rilancio. Sono 38, invece, le categorie avranno un contributo del 200%, dai ristoranti a piscine e palestre. Per bar e pasticcerie, ma anche per alberghi, villaggi turistici,ostelli, rifugi, i ristori saranno al 150%. Tra le novità anche una estensione delle norme per lo smart working e per l'astensione dal lavoro, con un aumento dell'età dei figli che vanno a scuola dai 14 ai 16 anni, non prevedendo però, nel caso dell'astensione, il pagamento della retribuzione.
1. Contributi a fondo perduto
Le imprese dei settori oggetto delle nuove restrizioni riceveranno contributi a fondo perduto con la stessa procedura già utilizzata dall'Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto "Rilancio" (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34). La platea dei beneficiari includerà anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10 per cento del calo del fatturato). Potranno presentare la domanda anche le attività che non hanno usufruito dei precedenti contributi, mentre è prevista l'erogazione automatica sul conto corrente, entro il 15 novembre, per chi aveva già fatto domanda in precedenza.
L'importo del beneficio varierà dal 100 per cento al 400 per cento di quanto previsto in precedenza, in funzione del settore di attività dell'esercizio.
2. Proroga della cassa integrazione
Con un intervento da 1,6 miliardi complessivi, vengono disposte ulteriori 6 settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all'emergenza COVID-19, da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche. È prevista un'aliquota contributiva addizionale differenziata sulla base della riduzione di fatturato. La Cassa è gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l'attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni.
3. Esonero dal versamento dei contributi previdenziali

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 02 Novembre 2020 10:35 ) Leggi tutto...
 

Proroga cartelle esattoriali: pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale, con “sorpresa”

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cartella-esattorialeApproda in Gazzetta Ufficiale del 20 ottobre 2020 il decreto n. 129, che estende il periodo di sospensione fino al 31 dicembre.
A sorpresa arriva però il rinvio dei termini di prescrizione e decadenza, sia per gli atti in scadenza nel 2020 che nel 2021.
Dai commercialisti dura reazione.

 La proroga dei termini di pagamento interessa le cartelle che dovevano essere notificate entro il 15 ottobre al 31 dicembre 2020, con conseguente slittamento dei pagamenti delle stesse dal 30 novembre 2020 al 31 gennaio 2021.
Inoltre stop ai pignoramenti di stipendi e salari fino al 31 dicembre 2020 mentre gli agenti della riscossione avranno a disposizione complessivamente due anni per la notifica dei carichi tributari e non tributari che erano in scadenza nel 2021.
Inoltre, per le cartelle che scadevano, in termini di notifica nel 2020, la proroga è biennale. Queste le principali novità contenute nel dl riscossione approvato dal Consiglio dei ministri di sabato 17 ottobre 2020.
La proroga. In ragione del prolungarsi della congiuntura economica negativa conseguente anche al persistere dell'emergenza correlata al Covid-19, il decreto riscossione mette mani alle sospensioni dei termini di pagamento delle cartelle già sospesi con il precedente dl. 18 dello scorso 17 marzo. Viene ora previsto che il tale termine delle cartelle e degli avvisi di accertamento esecutivi per i quali siano già decorsi i termini di pagamento, parta sempre dall' 8 marzo 2020, per estendersi fino al 31 dicembre del 2020. Ciò significa anche che i pagamenti «congelati» dovranno ora farsi in unica soluzione entro il prossimo 31 gennaio 2021. Similmente, il pagamento delle rate in essere e scadenti fino al 31 dicembre 2021, è da ritenersi posticipato al 31 gennaio prossimo. La relazione di accompagnamento al decreto, rammenta inoltre che per i soggetti residenti o ubicati in comuni «ex zona rossa», il termine iniziale dei pagamenti sospesi da cartelle non decorre dall'8 marzo 2020, bensì dal 21 febbraio del medesimo anno.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 26 Ottobre 2020 06:26 ) Leggi tutto...
 
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