2 girls 1 cup

Raccolta differenziata. Scatta l'obbligo per i commercianti. Ma non tutti hanno ricevuto adeguate comunicazioni: ho appreso dell'ordinanza da una locandina al supermercato! Ma bastera' per scongiurare ulteriori aggravi di tasse sui rifiuti?

E-mail Stampa PDF

Una attivita' commercialeNuovo mese, nuovo stile di vita: "è vietato scherzare" come direbbe il sindaco Francesco Crudele.
Certo, chi scherzerebbe con il proprio denaro?
Se Capurso non dovesse riuscire a ridimensionare la propria percentuale di "differenziazione di rifiuti urbani" (attualmente al 12%, ...clicca per approfondimenti), ci sarebbe davvero molto poco da scherzare con le tasche dei cittadini capursesi.
Da tempo se ne discuteva e, non essendoci attualmente le condizioni per avviare la raccolta differenziata "porta a porta", l'Amministrazione ha scelto vie traverse per tentare d'incrementare quel temibile valore percentuale: se quest'ultimo dovesse rimanere tale, l'anno prossimo potrebbe ostacolare il progetto di un bilancio tasse di cui andar fieri, come quello stabilito per quest'anno.
Per questo motivo, dal 1 febbraio 2014, è entrata in vigore "l'ordinanza che prevede l'obbligo, per alcune attività economiche, in particolare quegli esercizi che effettuano somministrazione di

alimenti e bevande (bar, ristoranti, eccetera) e quelle attività commerciali che producono tanto cartone (supermercati, casalinghi e simili), di munirsi di appositi contenitori personalizzati per la raccolta di carta e cartone, vetro e plastica".
Per farla semplice, una raccolta porta a porta per i soli commercianti, obbligatoria, che conseguentemente prevederà una sanzione per coloro che non vi si adegueranno.
Tuttavia non tutte le attività commerciali hanno ricevuto la presente comunicazione, né tantomeno hanno potuto usufruire del servizio a partire dalla mattinata di ieri.
Ad esempio, il titolare dell'attività "Idee per la casa" sita in via Epifania, ha fatto presente di esser a conoscenza dell'iniziativa, ma indirettamente: "ho preso visione del comunicato affisso presso il supermercato qui accanto, ma non ho ricevuto nessuna comunicazione" ha dichiarato, "stavo appunto pensando di recarmi dai vigili per sollecitare".
Potremmo pensare che, essendo un'attività commerciale minore rispetto ad un supermercato, sia esentata dall'ordinanza, ma sarebbe un grave errore, data l'ingente quantità di materiale riciclabile recuperabile presso un esercizio che, come quello in questione, si occupa della vendita di casalinghi, detersivi e simili.
È comunque vergognoso che pur di sollecitare i cittadini ad effettuare la raccolta differenziata si debba arrivare ad attuare ordinanze o a multare coloro che non differenziano: sarebbe ora che tutti capissimo che non differenziando, oltre alle disastrose conseguenze per il nostro pianeta, graveremmo solo ed esclusivamente sulle nostre tasche. Ancora più incomprensibile il fenomeno del turismo dei rifiuti: si ha la possibilità, nei paesi limitrofi, di non dover muovere un passo per liberarsi dei propri rifiuti, avendo solo la cortezza di differenziarli e porli fuori alla sera, eppure, pur di non differenziarli, ci si prende la briga di caricarli in macchina e gettarli a Capurso o a Bari, dove ancora ci son i cassonetti, con tutti i rischi che questo comporta. Oltre che per correttezza morale, ogni cittadino trarrebbe solo vantaggi dalla cura per lo smaltimento dei propri rifiuti.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 03 Febbraio 2014 12:36 )