"Puglia e LIbertà" - Partecipazione alla 99° Giornata Mondiale del MIgrante e del Rifugiato

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Il cantautore capursese e insegnante di religione cattolica Antonio Carbonara ha da poco terminato la registrazione del suo ultimo brano musicale Puglia e libertà". Su una base musicale che ricorda le performance bandistiche si accomoda un testo che denuncia la mancata integrazione degli immigrati nel
paese. Un brano che sarà presentato il 13 gennaio a Bari nella giornata mondiale sull'immigrazione. Dopo aver raccontato la sofferenza dei padri separati che non possono vedere i loro figli in "Per te", presentata da Ramona dell'Abate su Quarta Rete TV di Torino, la tragica storia dei due bambini di
Gravina di Puglia in "Ciccio Tore", canzone presentata dalla rete locale Telenorba e cantata durante il Festival di Avezzano dello scorso anno, e la triste realtà degli scomparsi in "Dove sei - Missing", canzone presentata presso la sala della Provincia nell'ambito del convegno "Persone scomparse e
media", organizzato dall'associazione Penelope Puglia di cui è addetto stampa, Antonio Carbonara canta la dura realtà degli immigrati. Il cantautore ci racconta che è stato l'incontro con un immigrato tunisino a spingerlo a scrivere il testo di "Puglia e libertà". "Ho conosciuto Mohamed l'anno scorso",
ci dice, "ho trascorso con lui molte ore nel tentativo di comprendere la realtà della sua esistenza, la sua sofferenze nel non vedere rispettata la sua diversità culturale e religiosa". Ma il testo di "Puglia e libertà" va oltre il dato fattuale. Nelle strofe si legge una denuncia allo sfruttamento del lavoro, al caporalato, all'indifferenza di quanti fingono di non vedere. Il titolo della canzone, quindi, va letto con ironia: la Puglia, terra tradizionalmente accogliente che promette libertà, si rivela un luogo di esclusione e di mancato rispetto della diversità. "L'integrazione dell' immigrato passa attraverso l'accettazione della sua alterità", dice il cantautore, "ma, considerati i numeri degli arrivi nella nostra regione, questo accade sempre più raramente, come dimostrano le tristi realtà del Cie e del Cara". Anche la base musicale,
arrangiata usando strumenti rigorosamente dal vivo da Giuseppe Bolognini presso lo studio di registrazione Bobostudios di Capurso, sembra un contrappunto ironico al testo della canzone: "Ho voluto comporre una base allegra, che ricordasse le bande musicali dei paesi, per metterla in contrasto con le parole della canzone che raccontano una realtà a dir poco difficile", ci conferma Antonio Carbonara, "non volevo che la canzone fosse di comprensione immediata, vorrei che, invece, stimolasse alla riflessione".

Fonte: Prof.ssa Maria Cristina Consiglio - redattrice Corriere di Puglia e Lucania
Ultimo aggiornamento ( Sabato 12 Gennaio 2013 19:53 )