2 girls 1 cup

La Luce del Cuore attraverso il lavoro della Fede. Festeggiamenti in Onore di San Giuseppe nel 288 Anniversario dell’Elezione a Patrono di Capurso. La Festa vista con altri occhi. La foto-racconta di Giuseppe Roppo

E-mail Stampa PDF
"Domenica di Fine Maggio, si accendono le prime luci della sera e per il secondo anno aspetto l'uscita in processione di San Giuseppe, Patrono di Capurso. Non è la mia festa patronale, non sono nel mio luogo natio, eppure quel ritrovarsi dietro una croce, davanti al simulacro di un santo, alla consegna delle chiavi, è bastato per sentire l'abbraccio di un paese verso il suo santo e per sentirsi parte integrante di una comunità che ancora oggi, pur con mille difficoltà riesce a tramandare nel tempo tradizioni e momenti devozionali che diversamente andrebbero persi. Un momento "festivo" che si ripete per le Strade di Capurso, e che attraverso il mio occhio digitale e prima ancora con il mio occhio interiore, quello dell'anima, mi permettono di fissarne un frammento, un "baleno di immagine", per valorizzarlo e rigenerarlo nel tempo. Ed ecco allora un percorso fatto di luci, di ceri, di piccoli bagliori che si snodano per i vicoli del centro storico, un percorso fatto di suoni di campana al passaggio del santo davanti ad un luogo sacro e lo scampanio festoso all'ingresso nei templi maggiori. E poi silenzio, eccomi seduto in un luogo a me
tanto caro fin da bambino, sono davanti a Maria, davanti al suo altare, davanti al suo Pozzo di fede. Si attende che lo Sposo Giuseppe che tiene per mano il divin figlio, faccia il suo ingresso nel Santuario. Si avvicina un momento di grande intensità, in cui le due massime espressioni devozionali di Capurso si incontrano e si abbracciano. Il Fuoco dei Ceri si spegne per alcuni minuti davanti all'acqua pura dell'anima. Fuori riecheggia il suono festoso delle note della banda. La Temperatura in questa serata è un po' calata ed allora si riaccende il fuoco, che accompagna il Patrono Giuseppe nella sua casa sotto gli archi colorati delle luminarie. Immagini che si snodano e ripercorrono ideali di un'arte, di una "scultura di immagine", non come fredda rappresentazione della realtà ma, piuttosto, di una calda raffigurazione oggettiva di una tradizione esistente e spesso poco conosciuta dalle nuove generazioni."

Sono le parole che Giuseppe Roppo, nato a Bari e residente a Valenzano, Architetto ed Archeologo, collaboratore delle Soprintendenze BAAPSAE di Puglia, Napoli e Roma, e della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, ci ha lasciato dopo la sua "partecipazione" alla processione di San Giuseppe, domenica 26 maggio.
Giuseppe Roppo inoltre, è Fotografo Professionista e studioso delle tradizioni popolari, riti e feste religiose di Puglia, Campania e Basilicata ed in particolar modo dell'area metropolitana di Bari. Alle spalle la realizzazione nel 2010 del Progetto Fotografico finalizzato alla costituzione del Piano di Marketing - Fatti di Borghi / Reti Turistiche Territoriali e Riqualificazione dei Borghi Minori dei Comuni della Valle del Bradano e del Basento e dell'Atlante Fotografico dei Simboli Identitari per i borghi della Provincia di Matera nell'ambito del P.O. FSE Basilicata 2007-2013 - Patto Formativo Locale della Filiera Culturale e Turistica. Componente del Comitato Feste Patronali di San Rocco in Valenzano dal 2012, vanta numerose partecipazioni e premi in concorsi fotografici sui temi dell'architettura, delle tradizioni e dei riti popolari come forma di valorizzazione del patrimonio materiale ed immateriale dei luoghi dove vive e svolge le sue attività lavorative.
Vai alla fotogallery
Fonte: Capurso on line Redazione
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 29 Maggio 2013 16:14 )