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Da Capurso ai cieli del mondo. La storia di Fabio Medici per “Capurso e dintorni”

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altNuovo appuntamento con "Capurso e dintorni", rubrica nata dalla collaborazione con l'Associazione Capursesi nel Mondo che ci consente di conoscere da vicino le esperienze di tutti quei capursesi trasferitisi oltre i confini della nostra città per motivi di lavoro.
La storia che oggi vi proponiamo è quella di Fabio Medici, capursese trentaduenne residente a Roma dal 2005... Su esplicita richiesta di Fabio, ci asteniamo dal pubblicare foto che lo ritraggono (nella foto una scena tratta dal film "Gli amanti passeggeri" di Pedro Almodovar) e a nominare la compagnia

aerea presso la quale è dipendente.
Ciao Fabio. Parlaci del tuo lavoro e del modo in cui questa esperienza ha avuto inizio.
Lavoro da circa 8 anni come capocabina per una delle compagnie low cost più conosciute in Europa. È un impiego molto dinamico e a volte stressante, richiede molta flessibilità sotto ogni punto di vista, specie negli orari, spesso non convenzionali. Però è un lavoro che mi piace moltissimo perché è tutt'altro che monotono e dà la possibilità di lavorare sempre con gente diversa da ogni parte d'Europa e con passeggeri da tutto il mondo! Nessun giorno è uguale all'altro. L'assistente di volo è un bel lavoro, anche se alle volte viene mal interpretato: non siamo solo quelli che servono il caffè, siamo soprattutto quelli che intervengono in situazioni d'emergenza.
Ho cominciato perché ho sempre avuto velleità da viaggiatore. Ho vissuto alcuni anni in Inghilterra durante i quali ho lavorato in un bar. Ho anche passato un anno negli Stati Uniti, in Florida, dove ho lavorato per il famoso parco della Disney. Tornato a casa, ho pensato che quella dell'assistente di volo fosse la professione che più poteva soddisfare le mie aspettative e caratteristiche, dato che avevo imparato l'inglese nei miei viaggi e che avevo voglia di lavorare in un ambiente internazionale, a contatto con la gente.
Quali difficoltà hai incontrato durante questi anni?
Le difficoltà sono le tipiche che incontra un capursese quando è fuori di casa. In primis manca l'affetto dei familiari. E poi non dimentichiamo le abitudini del paese, dove tutto sembra andare più piano, dove tutto ha più sapore. Per non parlare delle specialità culinarie, che per fortuna ho esportato ovunque sia andato! Fave e cicorie è piatto conosciuto e apprezzatissimo tra i miei colleghi...
Consiglieresti a un ragazzo, oggi, di tentare un percorso simile al tuo?
Sicuramente! Certo, non sono diventato ricco, ma sono autosufficiente. E poi credo che viaggiare sia una delle cose più belle al mondo, soprattutto perché porta con sé esperienze di altissimo valore formativo. Anzi, poiché il mio viaggio nella vita non è ancora terminato, consiglierei di andare molto più avanti di me e di viaggiare molto di più!
Pensando al tuo passato capursese, c'è un ricordo cui sei particolarmente legato?
I ricordi più belli sono quelli legati alla mia spensierata infanzia nel quartiere 167, a cavallo tra gli anni '80/'90. Ricordo in particolare le infinite partite a pallone per le vie non ancora tanto trafficate. Forse faccio parte di quell'ultima generazione che si divertiva giocando a nascondino e alla famosa "carrizza".
La redazione di Capurso On-Line ringrazia Fabio per la disponibilità mostrata nel rilasciare questa piccola intervista e gli augura di proseguire al meglio il suo lungo cammino professionale e personale.
Se anche tu hai lasciato Capurso e vuoi raccontarci la tua storia, contatta la redazione alla mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Capurso on line - M. Perrone

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 07 Agosto 2013 14:54 )