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Nana'e'el by Nanaaleo. Un esempio di Imprenditorialita' al femminile di una Capursese "emigrata" a Roma. Intervista alla Stilista Ivana Pantaleo

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Ivana Pantaleo è una ragazza di Capurso che ha conseguito la Laurea (con lode) presso la Facoltà di Scienze Umanistiche della Sapienza a Roma. Sempre nella capitale ha conseguito il Diploma presso il C.I.A.M.S, ove frequenta il corso di modellismo e sartoria. Una ragazza dalle spiccate qualità con tanta voglia di fare, che l'hanno portata alla creazione di Nana'e'el by Nanaaleo - linea di moda -  e da qui il progetto Clotherapy (terapia del vestire), vale a dire la prima collezione di moda firmata Nana'e'el by Nanaaleo.
Ed è in merito al progetto Clotherapy che quest'oggi noi di Capurso On line, in una intervista esclusiva, vogliamo soffermarci con l'ideatrice stessa dell'iniziativa, Ivana Pantaleo...
Ciao Ivana, ci dice come e quando è nata l'idea di creare una linea di moda, e soprattutto la scelta del nome - NANA'E'EL? Da cosa deriva?
Una passione di bambina, coltivata prima con il teatro curandone spesso i costumi oltre allo stare in scena come attrice, faccio teatro da 17 anni ormai, poi dopo la laurea in Scienze Umanistiche a la Sapienza di Roma, curriculum in teatro e arti performative, ho sentito la necessità di imparare una tecnica maggiore sia nel disegno di moda, mi sono quindi diplomata al CIAMS di Roma come stilista sia nel modellismo e sartoria, per il quale sto per prendere il diploma da insegnante. Poi la passione di bambina e la riflessione sul ruolo di uno stilista ai nostri tempi, mi hanno portata a creare una mia linea di moda Nana'e'el by Nanaaleo e a cominciare questo progetto, che ho chiamato Clotherapy.
Nana'e'el è il nome del mio angelo custode e Nanaaleo è il nome con cui dicevo di chiamarmi quando avevo appena sette mesi, con questo nome ho voluto onorare l'intuizione di questo progetto, che dico sempre essere frutto di ispirazione da parte del mio angelo custode e con Nanaaleo ricordare sempre la verità del bambino che è in ognuno di noi, e che dovremmo coltivare tutta la vita, per essere felici.


In cosa consiste il progetto Clotherapy?
Il progetto Clotherapy, terapia del vestire, ha debuttato "all'AltaRoma Moda 2011" e nasce per la volontà di portare nella moda il biologico e l'ecologia, per il rispetto della natura, dell'ambiente e della nostra stessa salute.

Quale messaggio intende lanciare questa iniziativa?
L'industria tessile è attualmente tra le più inquinanti sul pianeta, solo il 25% dei prodotti tessili risulta smaltibile e inoltre i tessuti stessi e soprattutto i coloranti per le stoffe sono purtoppo tossici per l'ambiente e per la nostra salute.
Questo progetto è un tentativo per creare una alternativa ad un meccanismo che prevalentemente ignoriamo e che riguarda la nostra quotidianità, visto che passiamo la maggior parte del nostro tempo vestiti.
Pertanto ho cominciato a produrre abiti con tessuti naturali e biologici, come lino, cotone, canapa, seta, bambù, ortica e altro, tinti con coloranti ecologici o del tutto naturali, estratti dai vegetali come ortaggi, frutta e piante tintoree.
Il biologico nel tessile esiste già dagli anni 70 più o meno ma in misura assolutamente esigua e solo nell'abbigliamento da casa o sportivo, non era ancora stato inserito nell'alta moda e non ancora visto come possibilità di eleganza e allo stesso tempo di scelta consapevole nel vestire, visto che sono le nostre scelte appunto a poter cambiare il mercato. Io credo che il futuro potrà essere solo nell'ecologia, in ogni settore, come ormai sta accadendo per l'alimentazione, l'energia, l'edilizia ecc.
Tra i tessuti che utilizzo c'è la seta non violenta, che cioè viene prodotta senza uccidere il baco da seta, attualmente la trovo all'estero in un villaggio Gandhiano, dove le donne lavorano a telaio a mano e lavorano il filo di seta solo dopo che il baco si è trasformato in farfalla continuando il suo ciclo di vita.
 Inoltre i tessuti naturali e privi di sostanze tossiche consentono anche di poter usufruire delle proprietà vibrazionali e terapeutiche dei colori, secondo i principi della cromoterapia, imparando così a scegliere quando usare un determinato colore e quando non usarlo.

Sto lavorando anche sulla ricerca degli aromi per profumare le stoffe, come ho fatto nella prima collezione presentata all'AltaRoma appunto.

Quali sono le risposte del pubblico/cliente alla sua linea?

Ho già ricevuto tre premi in due anni per questa idea, l'Award Oriental 2011, Il premio Le Giardiniere di Oggi dalla regione Puglia e il premio 1% che fa la differenza, ricevuto il 18 maggio scorso a Bari.

Sono stata all'estero, in Colombia per la precisione con un progetto di internazionalizzazione con la camera di commercio di Bari e sarò a Praga nel prossimo ottobre.

Ho avuto diverse recensioni in riviste del settore come Collezioni Haute Couture e molti consensi circa la filosofia della linea e lo stile, da parte degli addetti ai lavori e dal pubblico, e finalmente è arrivato il momento di cominciare a distribuire maggiormente il prodotto. Sempre più persone cominciano a chiedere abiti sani e naturali, scegliendo la qualità e l'ecologia.
Attualmente lavoro sartorialmente, realizzo capi unici, abiti da cerimonia e anche da sposa ma sto cominciando anche una produzione più casual per la donna, per il bambino e tra poco anche per l'uomo.
 Cercherò anche di aprire uno spazio per poter effettuare la vendita diretta dei miei capi e mi piacerebbe cominciare proprio da casa, dal mio paese.

Sono ormai anni che vive fuori Capurso ed in particolare a Roma. Ha fatto teatro, cinema ora il mondo della moda. Quale e' il rapporto con Capurso?

Sono andata a studiare fuori dal 2000 ma non ho mai perso il rapporto con la mia terra, cui devo tanto, per quello che mi è stato trasmesso dalla mia famiglia, dai miei nonni, l'amore per la campagna e il rispetto della natura dal nonno, la passione per il cucito trasmessa da mia nonna, e il sostegno dei miei cari.
 (E non ultimo il richiamo dell'acqua preziosa della nostra Madonna, come un segnale preciso. Ma questo è un altro racconto!)
 E a chi mi chiede in giro, persino all'estero da dove vengo, rispondo precisamente Capurso!!! (E vi assicuro che accadono coincidenze davvero assurde, come incontrare in colombia a Bogotà un musicista che casualmente era stato a suonare anni prima proprio a Capurso!). Insomma è nella nostra terra che troviamo l'energia per costruire il nostro futuro...
A questo punto non ci reste che augurarle buona fortuna con tanti successi!!!!
Grazie ne ho davvero bisogno!...
Ivana ha portato la sua iniziativa anche in mondo visione, spicca su tutte la sua presenza a Porta a Porta, noto programma televisivo di Rai Uno, condotto da Bruno Vespa e prossimamente, precisamente il 19 di questo mese, la vedremo nuovamente in televisione e ancora su Rai Uno ospite di Uno Mattina, ore 8 e 30 circa. Non solo televisione ma anche Radio, ospite della trasmissione "l'Italia che va" su Radio Rai.
Tanti auguri a Ivana donna della nostra amata Capurso!
(Nelle foto Ivana Pantaleo, scattate dal regista Andres Arce Maldonado presso l'autodemolizione Ferrucci di Bisceglie)
Fonte: Capurso on line - V. Giardino

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 10 Luglio 2013 15:47 )