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Siamo pazzi a non fare la raccolta differenziata? Noi crediamo proprio di si...

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altI Comuni che non fanno bene la raccolta differenziata sopportano costi esorbitanti per lo smaltimento dei rifiuti. Capurso è un esempio emblematico. Per dimostrarlo abbiamo preso in considerazione i dati relativi alla raccolta delle diverse frazioni dei rifiuti solidi urbani che vengono pubblicati sul portale ambientale della Regione (sono fermi al 2012 per un intervento di manutenzione sul sito). Oltre a Capurso abbiamo considerato i Comuni di Cellamare, Noicattaro, Rutigliano, Triggiano e Valenzano. Questi sei Comuni rientrano nell'Ambito di Raccolta Ottimale (ARO) definito in seguito all'approvazione della legge regionale 24/2012 che prevede che i servizi relativi a spazzamento, raccolta, trasporto, recupero, riciclaggio e smaltimento siano erogati all'interno di bacini di diversa dimensione a seconda della tipologia dei servizi stessi. I sei Comuni che abbiamo preso in considerazione fanno parte dell'ARO 7 della provincia di Bari.
altLa percentuale di raccolta differenziata nei sei Comuni considerati nel 2011 era in media pari al 17,2%; nel 2012 la raccolta differenziata è aumentata decisamente a Cellamare e Rutigliano, che hanno adottato il sistema di raccolta dei rifiuti "porta a porta", mentre è addirittura diminuita negli altri quattro Comuni (Tab. 1) dove la raccolta dei rifiuti viene eseguita con il classico sistema dei cassonetti stradali.
Parallelamente il costo sopportato per smaltire i rifiuti indifferenziati, passando dal 2011 al 2012, è diminuito sensibilmente a Cellamare e Rutigliano, mentre è aumentato a Capurso, Noicattaro, Triggiano e Valenzano (Tab. 2). alt
Il dato del costo di smaltimento dei rifiuti, che ha raggiunto 126 euro a tonnellata, a cui occorre

aggiungere l'IVA e l'ecotassa, possiamo esprimerlo anche rispetto al numero di abitanti per poter vedere meglio come incide sulle casse dei Comuni: nel 1012 Capurso ha sopportato il costo di smaltimento di 56 euro per abitante, 6 euro in meno di Noicattaro e 2 euro in più, in media, di Triggiano e Valenzano, mentre Rutigliano ha sopportato il costo di circa 10 euro per abitante e Cellamare quello di 13 euro per abitante.
Da questi dati emerge con evidenza che fare la raccolta differenziata conviene e converrà ancora di più quando sarà introdotta la nuova tassa della TARES. Questi pochi dati servono a spronare i Comuni di Capurso, Noicattaro e Valenzano a modificare il loro sistema di raccolta dei rifiuti puntando in modo deciso sulla raccolta domiciliare. Così facendo riuscirebbero a recuperare soldi dal bilancio comunale, ad esempio per attività sociali e/o culturali, ed eliminerebbero quegli obbrobri dei cassonetti stradali in cui oggi finisce di tutto e che con la loro puzza ammorbano l'aria e la vita dei cittadini. Ovviamente, oggi, in seguito all'approvazione della legge regionale 24/2012, i Comuni non sono più autonomi nella definizione dei nuovi appalti per i servizi di igiene urbana; occorre intervenire come ARO. Nell'ARO 7, di cui fa parte Capurso, ci sono due importanti esempi di raccolta domiciliare dei rifiuti (Rutigliano e Cellamare), che stanno consentendo di superare il 70% di raccolta differenziata (Tab. 1), con importanti riflessi sulla qualità della vita dei cittadini e sulla TARSU, oggi TARES (a Rutigliano è diminuita!). Inoltre, anche a Triggiano da poche settimane è stato avviato il "porta a porta". Restano fermi, con percentuali di raccolta differenziata vergognose, Capurso, Noicattaro e Valenzano. Cosa aspettano questi Comuni ad adottare un sistema di raccolta dei rifiuti che valorizzi le esperienze degli altri tre Comuni dell'ARO 7? Forse bisogna ricordare loro che recentemente la Corte dei Conti ha emesso una sentenza nei confronti degli amministratori di Recco, condannandoli a pagare oltre 100.000 euro, per non aver raggiunto le percentuali di raccolta differenziata indicate dalla Comunità Europea.
Secondo il procuratore generale, gli amministratori e il dirigente comunale non avrebbero "posto in essere tutti i provvedimenti necessari nei confronti della ditta Amiu perché la stessa rispettasse il contratto e svolgesse i servizi nel rispetto di tutte le leggi vigenti, quindi anche quello di raggiugere le percentuali di raccolta differenziata previste". Amministratore avvisato...
Fonte: P. Santamaria - Giornalista e ricercatore Università degli Studi di Bari

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 13 Dicembre 2013 14:33 )