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Beni sequestrati alle organizzazioni criminali. L'incontro di sabato 4 Maggio nella Biblioteca Comunale

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Si è svolto sabato 4 Maggio, alle 19 nella sala conferenze della Biblioteca comunale d'addosio, l'incontro dedicato alle organizzazioni criminali e ai beni a loro confiscati, hanno partecipato il Sindaco di Capurso, Francesco Crudele, l'assessore Gioacchino Carella e gli esperti in materia di criminalità organizzata, Cosimo Albanese e Giuseppe Paccione rispettivamente esperto di scienze criminologiche ed esperto di diritto internazionale e dell'Ue.
Importante e fuori programma, il saluto non da meno importante, del Professor Canio Trione, Economista e Professore presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bari, oggi Console Onorario in Puglia della Repubblica Lettone.
Importanti gli interventi dopo i saluti del Sindaco, dei relatori dell'incontro. Cosimo Albanese ha evidenziato quali siano i flussi e le ramificazioni della malavita organizzata in Puglia, Italia ma anche all'Estero, con la trasmissione di video e documentari e Giuseppe Paccione invece sul traffico di droga nel diritto internazionale di cui di seguito pubblichiamo uno stralcio dell'intervento.
"La produzione, il commercio e il consumo di droga vengono regolati da norme di diritto internazionale, come quelle convenzionali e pattizie, frutto dell'accordo di due o più Stati, adottate negli anni trascorsi ed ancora oggi in vigore. Sulla base di sollecitazioni avvertite dalla comunità internazionale ed in virtù del concetto di approccio equilibrato, si è affiancata una più incisiva azione internazionale, mirante alla repressione dei traffici illeciti di sostanze stupefacenti e, ovviamente, all'adozione di idonee misure di prevenzione in materia.
L'esistenza di norme di diritto internazionale è stata prospettata con netto riferimento al traffico illegale di droga, attività che rappresenta un crimine internazionale dello Stato ed una violazione dei c.d. crimina juris gentium ( ci si riferisce ai diritti umani). Visto il dubbio di delineare la categoria dei crimini in parola, rimane arduo stabilire quali atti di traffico illecito di stupefacenti imputabili ad uno Stato siano qualificabili come crimini internazionali, così come l'applicazione delle norme cogenti in tema di gravi violazioni dei diritti della persona.
Per contrastare tale traffico, la comunità internazionale ha attuato degli strumenti convenzionali e meccanismi di controllo. A partire dagli inizi del secolo XX, sono stati stipulati dei trattati multilaterali, volti a disciplinare la produzione di sostanze stupefacenti a fini leciti ed a reprimere gli abusi ed i traffici illeciti. Il primo trattato multilaterale fu la convenzione internazionale sull'oppio del 1912. Dal secondo dopo guerra, sono stati adottati la convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, poi modificata nel 1972; di seguito, la convenzione di Vienna sulle sostanze psicotrope del 1971. Negli ultimi anni del secolo scorso sono sorte imprese multinazionali del narcotraffico in grado di competere, a livello economico come pure militare, con gli Stati più deboli e poveri.
Il segnalato cambiamento d'indirizzo è stato determinato dalla conferenza internazionale sull'abuso ed il traffico illecito di droghe, svoltosi a Vienna nel 1987, da cui sono usciti due documenti: la dichiarazione ed il compendio multidisciplinare sul controllo dell'abuso di droga. Entrambi hanno ispirato le ulteriori iniziative delle Nazioni Unite e degli Stati nella lotta contro l'abuso ed il traffico illegale della droga, sulla base del criterio di approccio equilibrato, con cui gli Stati hanno voluto evidenziare come il problema del contrasto al fenomeno droga vada affrontato nei vari aspetti, di controllo della produzione, di repressione del consumo e del traffico illegale e di riabilitazione dei tossicodipendenti. La dichiarazione, ad esempio, riconosce la responsabilità collettiva degli Stati nella lotta contro il commercio illegale della droga, ribadendo l'orientamento espresso, dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul controllo del traffico di droga, in base al quale tale traffico deve essere ritenuto un'attività criminale internazionale volta ad inibire il progresso economico e sociale e direi anche a costituire una grave minaccia per la sicurezza di ciascuno Stato. Inoltre, l'Assemblea Generale ha adottato la convenzione contro il traffico illecito di droghe e sostanze psicotrope, che pone agli Stati obblighi come quello di adottare le disposizioni di diritto interno necessarie a considerare come reati i molti comportamenti, a determinare la giurisdizione competente rispetto a tali reati sulla base dei criteri - come il locus commissi delicti e la cittadinanza del reo - stabiliti dalla convenzione ed a confiscare i proventi del traffico illecito, garantire aiuti finanziari agli Stati come quelli in via di sviluppo, ove si coltivano le materie di base per l'estrazione delle sostanze stupefacenti. In poche parole, tale convenzione disciplina le misure di cooperazione internazionale volte a favorire l'eradicazione delle coltivazioni illecite di droga e ad eliminare la domanda di sostanze psicotrope destinate ad usi illegali. Anche a livello di diritto internazionale del mare viene sancito il vincolo degli Stati a cooperare per la repressione del traffico di droga.
Centrale l'azione dell'Unione Europea che con il Trattato di Maastricht ha visto espressamente menzionata la lotta alla droga nelle nuove disposizioni introdotte in materia di salute pubblica, in materia di Giustizia ed Affari interni. L'approccio dell'Unione Europea è globale e pluridisciplinare e tende a coprire tutti gli aspetti del fenomeno: riduzione della domanda, riduzione dell'offerta, lotta al traffico ed azione internazionale.
Sul lato della riduzione della domanda, si determina che tutte le politiche ed attività sono rivolte a garantire un elevato livello di protezione della salute umana, come la totale azione degli Stati membri di ridurre gli effetti nocivi per la salute umana derivanti dall'uso di stupefacenti, compresa l'informazione e la prevenzione.
Sul lato della riduzione dell'offerta viene considerata la prevenzione e la repressione del traffico illecito di droga al pari di altre connesse emergenze, quali la criminalità organizzata, il terrorismo, la tratta degli esseri umani, i reati contro i minori, il traffico di armi, la corruzione e la frode, attraverso strumenti come la cooperazione doganale e di polizia attuate direttamente tra i servizi degli Stati membri o con la mediazione di Europol, la cooperazione giudiziaria, il ravvicinamento delle norme di diritto penale degli Stati membri.
L'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), ad esempio, rappresenta il centro di informazione sulle droghe dell'Unione Europea, che consiste nella raccolta, nell'analisi e nella divulgazione di informazioni obiettive, affidabili e comparabili sulle droghe e le tossicodipendenze, così da disporre di un quadro unitario e circostanziato del fenomeno a livello europeo.
L'Unione europea considera da tempo la confisca dei proventi di reato un'arma fra le più efficaci per lottare contro la criminalità organizzata, in quanto mira alla principale ragione d'essere delle organizzazioni criminali, ossia la massimizzazione del profitto con mezzi illeciti.  La confisca è una decisione giudiziaria definitiva che comporta la sottrazione definitiva della proprietà.
A livello internazionale esistono strumenti che promuovono il ricorso alla confisca dei proventi di reato, come  la Convenzione di Strasburgo del 1990 che promuove la cooperazione internazionale per l'identificazione, il rintracciamento, il congelamento e la confisca dei proventi di attività illecite.
L'Unione europea ha proclamato da tempo l'importanza della confisca dei proventi di reato. Negli ultimi anni sono stati adottati numerosi strumenti legislativi per garantire un approccio comune della confisca all'interno dell'UE. L'Unione si concentra attualmente sulla corretta applicazione di tali strumenti a livello nazionale.
>> La decisione quadro del Consiglio sul congelamento e la confisca dei proventi di reato è stata adottata nel 2001 con l'obiettivo di garantire un approccio minimo comune degli Stati membri relativamente ai reati per i quali deve essere disposta la confisca. La regola generale prevede che se un reato è punibile con una pena detentiva di termine massimo superiore a un anno, la legge nazionale deve ammettere la possibilità di ordinare la confisca dei proventi derivanti da tale reato. Gli Stati membri sono tenuti a disporre di un sistema di pene sostitutive per il valore in causa. Allerichieste provenienti da altri Stati membri deve essere attribuita la stessa priorità degli ordini di confisca disposti a livello nazionale.
>> La decisione quadro sulla confisca mira a garantire un ulteriore ravvicinamento delle normative degli Stati membri in materia di confisca penale.
>> La decisione quadro sul mutuo riconoscimento delle decisioni di confisca detta le norme in base alle quali le autorità giudiziarie di uno Stato membro riconoscono ed eseguono nel territorio di quello Stato una decisione di confisca emessa dalle autorità giudiziarie competenti di un altro Stato membro. Il valore dei beni confiscati sarà diviso equamente tra lo Stato di emissione e lo Stato di esecuzione.
>> La decisione di confisca è spesso preceduta dal congelamento dei beni. Per consentire alle autorità giudiziarie competenti di sequestrare la proprietà su istanza delle autorità giudiziarie di un altro Stato membro, è stata adottata nel 2003 la decisione quadro sul blocco dei beni e il sequestro probatorio. Per rendere effettiva la cooperazione tra le autorità giudiziarie, la decisione del Consiglio sugli uffici per il recupero dei beni mira a rafforzare la cooperazione informale tra i punti di contatto degli Stati membri che operano per l'identificazione, il reperimento e il recupero dei proventi di reato. Questa decisione impone agli Stati membri di istituire o designare "uffici per il recupero dei beni" incaricati di agevolare la cooperazione effettiva e lo scambio di informazioni nel settore.
>> Infine, la Commissione ha proposto l'adozione di una nuova legislazione per facilitare la confisca dei proventi di attività criminali organizzate e pericolose, attraverso la direttiva proposta con la quale s'intende facilitare le regole vigenti e colmare importanti lacune di cui si avvantaggiano le organizzazioni criminali. Essa rafforza i poteri degli Stati membri di confiscare beni trasferiti a terzi, facilitando la confisca di proventi di reato anche quando l'indagato si sia dato alla fuga e garantendo che le autorità competenti possano sottoporre a congelamento temporaneo i beni che rischiano altrimenti di scomparire."

Unica nota stonata della serata il poco pubblico locale presente alla tavola rotonda.
(Nelle foto: 1) - Carella, Trione, Albanese - 2) Paccione - 3) Carella, Trione - 4) Carella, Albanese - 5) Carella, Paccione)
Fonte: Capurso on line Redazione
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 06 Maggio 2013 19:40 )