"Il morbo di Alzheimer è una demenza degenerativa invalidante ad esordio prevalentemente senile (oltre i 60 anni, ma può manifestarsi anche in epoca presenile - prima dei 60 anni) e prognosi infausta. Prende il nome dal suo scopritore, Alois Alzheimer". Questo è uno stralcio della definizione che Wikipedia ci offre in merito alla malattia ed è quello che i più conoscono. Ma il vero significato di una malattia, degenerativa e totalmente invalidante, che ti consuma giorno dopo giorno, riducendoti all'ombra di te stesso fino a spegnerti del tutto, lo conosce solo chi è a contatto con un famigliare ammalato. Le difficoltà, sanitarie e burocratiche, in cui si è costretti a divincolarsi quotidianamente e la gestione di una mamma o un fratello colpito dal morbo vanno ben oltre qualunque tentativo di definizione. Alla fine la malattia coinvolge tutta la famiglia che rimane sola, abbandonata da qualunque tipo di istituzione, pubblica o privata, incapace di sostenere le difficoltà che aumentano giorno dopo giorno insieme allo stadio della malattia stessa.
Ne parliamo con una cittadina capursese, Palma Bentivoglio che come altri cittadini capursesi, deve convivere con un malato di Alzheimer, la propria mamma...
MORTI, MA ANCORA VIVI: ALZHEIMER, questo il titolo della trasmissione televisiva "IL GRAFFIO" in onda stasera alle 21.05 su Telenorba 7 e in replica alla stessa ora domani su Telenorba 8.
"Trasmissione alla quale ho testimoniato la mia esperienza di figlia, con una madre colpita in giovanissima età (a soli 48 anni), un padre operato di cancro, 3 figli da crescere e la difficoltà di trovare una struttura in grado di poter accogliere e dare le giuste cure a mamma. Una struttura in grado di restituire la propria dignità ad una donna che si non si è mai risparmiata per amore della famiglia e a cui oggi non siamo in grado di restituire l'attenzione e la cura che merita perché, fatta eccezione del Centro Operativo Alzheimer Don Uva di Bisceglie, dove però è costretta ad entrare e uscire perdendo ogni volta quel po' di equilibrio ricevuto, non ci sono altre strutture (neanche a pagamento) all'altezza di gestire questi malati".
Fonte: Capurso on line - Redazione











