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Alzheimer e nuove malattie degenerative, come diagnosticarle. Incontro organizzato dai donatori di sangue

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AlzheimertestE' notizia di questi giorni sulla nuova scoperta fatta dai ricercatori americani della scoperta della possibile causa principale dell'Alzheimer. I test, per ora effettuati solo su cavie da laboratorio (topi), potrebbero contribuire allo sviluppo di una nuova cura, aprendo così speranze per i pazienti.
Nelle sperimentazioni si è visto che un tipo di cellule del sistema immunitario del cervello, le microglia, quando iniziano a consumare dosi abnormi di un nutriente, un aminoacido che si chiama arginina, iniziano a dividersi e cambiare. In quel momento incomincia ad apparire l'Alzheimer.
I ricercatori statunitensi della Duke University hanno scoperto che bloccando questo processo con la somministrazione di un noto 'inibitore enzimatico', una molecola in grado di diminuire l'attività di un enzima, la 'difluorometilornitina' (Dfmo), si riduce il consumo di arginina, da parte delle microglia e si riduce sia il numero di queste cellule che delle cosiddette 'placche amiloidi'. Sono queste ultime, insieme al malfunzionamento delle proteine Tau, che, depositandosi tra i neuroni, ne alterano, rallentandolo, il funzionamento causando la demenza tipica del morbo di Alzheimer.
Di questo e sicuramente di altro si parlerà martedì 21

aprie 2015 a partire dalle ore 19.30 presso la Sala Don Domenico Tanzella della Madonna del Pozzo.
L'incontro organizzato dalla locale sezione dei volontari di sangue (Avis Capurso) in collaborazione con Biofordrug life Onlus, la Onlus triggianese sui servizi ai malati di Alzheimer e Canox 4Drug (società di ricerca nel campo biomedico), sarà l'occasione per parlare di prevenzione e diagnosi precoce dell'Alzheimer: "La diagnostica per l'Alzheimer".
All'incontro interverranno il Prof. Nicola Antonio Colabufo dell'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" esperto ricercatore sulla malattia, il Dott. Marcello Lacriola, Medico di famiglia, ASL Ba/4, Triggiano (BA), la Dott.ssa Elena Capparelli, Presidente Biofordrug life Onlus. A moderare l'incontro Vito Mirizzi, corrispondente locale de "La Gazzetta del Mezzogiorno".
Ad oggi la demenza di Alzheimer colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni (molti anche i casi al di sotto dei 60 anni) e in Italia le stime ufficiali parlano di circa 500.000 ammalati. È la forma più comune di demenza senile, uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. Le organizzazioni sanitarie stimano che entro il 2050 il numero di persone che nel mondo soffriranno di demenza senile, salirà a circa 135 milioni di persone.
Capurson on line - Amministrazione

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 16 Aprile 2015 11:49 )